Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /var/www/virtual/oratoridipogliano.it/htdocs/plugins/content/plg_iframe.php on line 45
I Sogni
I sogni
A volte i sogni si dimenticano, o addirittura si perdono nella quotidianità. Ma non muoiono mai. Forse è per questo che, con il passare degli anni, si riaffacciano alla mente quelli che abbiamo coltivato da giovani. Presto o tardi, tornano a farsi vivi.
Quando ci rendiamo conto che in gran parte non li abbiamo realizzati – anzi, che non ci abbiamo nemmeno provato – sentiamo una fitta al cuore, improvvisa, inattesa. Perché essi sono rimasti esattamente ciò che erano allora: sogni.
Nel corso della vita, però, ho imparato che ogni tanto ci viene offerta l'occasione di rimediare: l'occasione che credevamo perduta, l'opportunità unica di trasformare in realtà quei desideri smarriti lungo il cammino.
La felicità consiste nell'essere grato di quello che ho, e non nel desiderare ciò che mi manca.
Il Sogno di Dio è vedere la felicità abitare il cuore di ogni uomo, è vedere i suoi figli vivere in unità, vederli camminare nella stessa direzione, dandosi la mano, aspettandosi, condividendo le croci inevitabili della vita, ma anche godendo insieme le gioie e le soddisfazioni.
Dio sogna il bene per noi… e noi che cosa sogniamo?
Spesso, nella storia della salvezza, attraverso i sogni Dio ha parlato agli uomini e li ha fatti partecipi del suo “grande sogno”.
Siamo a volte precipitosi nell’associare i sogni a faccende di bambini e di ragazzi, perché - secondo noi - la vita è altro: è fare, realizzare, progettare, lottare. Ma senza sogni tutto sembra diventare vuoto e senza sapore, perché alla nostra vita viene a mancare l’orizzonte, l’entusiasmo: in una semplice parola “speranza”.
Sognare è desiderare il bene, il bello, la felicità.
Solo chi desidera è in grado di cambiare la propria vita e renderla migliore.
Solo chi sogna sa vedere la realtà e la storia con gli occhi giusti per dare “senso” al proprio quotidiano.
Chi ha il coraggio di sognare, di rincorrere i propri sogni e anche di raccontarli capisce che la vita non è la somma dei giorni, ma è una strada da percorrere giorno per giorno. Ad ogni passo ci è data la possibilità di scoprire “il segreto” del nostro cammino.
E’ una strada che non percorriamo da soli, anzi la bellezza di questo nostro “camminare” è data dal saperlo condividere: perché qui sta la vera gioia.
Saper sognare è saper vedere gli altri con gli occhi del cuore, riscoprendo la bellezza delle persone care che la Provvidenza ha posto al nostro fianco; sognare è fidarsi che Dio ha fatto bene ogni cosa, e ogni persona che incrocia il nostro cammino ha un’importanza singolare ed irripetibile.
Anche le persone con le quali facciamo più fatica, anche loro ci offrono un’occasione per rendere il nostro cuore ancora migliore nel volere bene.
Non esistono persone inutili o tremendamente sbagliate: perché anche un orologio rotto indica l’ora esatta due volte al giorno.
Viviamo allora insieme il gran bel sogno dei nostri Oratori.
Riscopriamoli come luoghi di Fede nei quali ritrovare la presenza di Dio.
Viviamo la Grazia di camminare insieme nella gioia, riconoscendo che le differenze non sono povertà o motivi di divisione, ma occasioni di ricchezza gli uni per gli altri.
Viviamo il sogno di parlare bene gli uni degli altri, di usare espressioni di elogio per chi si mette in gioco nel campo educativo.
Affidiamo i nostri ragazzi - il vero tesoro dei nostri Oratori - nelle mani “robuste” di Dio, perché li possa custodire e rinfrancare.
Tutto nasce dal cuore, e tutto è questione di cuore!
Se il nostro cuore smetterà di giudicare e inizierà ad amare, sapremo realizzare il “sogno” di abitare un Oratorio che ama con il cuore in mano.
Ognuno è chiamato a dare il suo contributo, a mettersi in gioco per quello che sa e può fare. Impariamo ad avere bisogno di Dio e degli altri: è l’unico modo per poter vincere la partita.
Sognare è il modo più bello per usare il cuore nel desiderare e realizzare ciò che di più vero portiamo nel cuore.
Eccoci, Signore, davanti a te. Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato.
Ma se ci sentiamo sfiniti, non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto,
o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei.
È perché, purtroppo, molti passi, li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue: seguendo le piccole vie della nostra caparbietà, e non le indicazioni della tua Parola;
confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti strategie di vincere,
e non sui moduli semplici dell'abbandono fiducioso in te.
Sentiamo nostre le parole di Pietro:
"Abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla".
Ad ogni modo, vogliamo ringraziarti ugualmente.
Perché, facendoci contemplare la povertà del raccolto,
ci aiuti a capire che senza di te, non possiamo far nulla. Ci agitiamo soltanto.
Ti ringraziamo, Signore, perché ci conservi nel tuo amore.
Perché continui ad avere fiducia in noi.
Grazie, perché non solo ci sopporti,
ma ci dai ad intendere che non sai fare a meno di noi.
Grazie, Signore, perché non finisci di scommettere su di noi.
Parafrasando una frase famosa di Raoul Follereau, auguro a tutti e anche a me stesso, di vivere la carità e il “voler bene” come una presenza e non come un pensiero carino.
Perché è necessario non soltanto donare, ma donarsi.
Buon cammino.
Don Luigi

















