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Pasqua 2010
Dunque, una volta per tutte, ti viene proposto un breve precetto: ama e fa ciò che vuoi.
Se tu taci, taci per amore; se tu parli, parla per amore; se tu correggi, correggi per amore; se tu perdoni, perdona per amore.
Sia in te la radice dell'amore; e da questa radice non può derivare se non il bene.
Sant'Agostino
Vivere la Pasqua è fare l'esperienza dell'Amore di Gesù.
E' immergersi nel grande disegno di Dio che ama a tal punto l'uomo da sacrificare suo Figlio, per poi "inventare e salvare" attraverso la Risurrezione.
E noi in tutto questo? .... spettatori?
La croce di Gesù per noi è importante, ma ancora più importante è andare avanti con tutti i "dettagli" della nostra vita.
Ci preoccupiamo, ci arrabbiamo, siamo tristi, ci agitiamo... tante volte per i dettagli.
E' vero che la vita è piena di dettagli, ma è anche vero che occorre guardare al senso pieno, al progetto intero della nostra vita, della vita delle nostre famiglie, dei nostri Oratori e Comunità.
Occorre fermarsi, stare ai piedi della croce, guardare e riconoscere la vera misura dell'amore e vedere fino a che punto si spinge l'amore e il servizio agli altri.
La vita non è sempre un susseguirsi di successi, anzi a volte sono più le cadute, i momenti di pigrizia, le tensioni che costellano le nostre giornate.
Gesù, in questa Pasqua ci chiede di più.
Ci riabilita alla missione, al coraggio di una vita ricca di speranza, di futuro di Gioia (quella vera che viene da lui).
Dal basso del catino della "lavanda dei piedi" e dall'alto della croce ci guarda e ci invita a vivere in pienezza la nostra vita, senza cedere ai compromessi del confronto o della pigrizia, alla tentazione di lasciare ad altri o alla vigliaccheria di non riconoscerlo, di rinnegarlo.
Pietro ce lo ricorda... chi non vive la fedeltà all'amicizia di Gesù, piange amaramente.
La nostra vita ha bisogno di Dio per essere felice, ha bisogno di lui per ritrovare ogni giorno il coraggio di ricominciare a vivere, ad amare a servire.
Il segreto che la Pasqua ci svela è "la possibilità di ricominciare".
All'Ultima Cena, Gesù accusò - con la stessa gravità e le medesime parole - due dei suoi apostoli. Entrambi avevano commesso i crimini predetti da Gesù.
Giuda Iscariota nascose i suoi sentimenti e condannò se stesso.
Pietro anche nascose i suoi sentimenti, dopo aver rinnegato tre volte tutto ciò in cui aveva creduto. Ma nel momento decisivo, Pietro capì il vero significato del messaggio di Gesù.
Chiese perdono e andò avanti, umiliato.
Avrebbe potuto scegliere il suicidio, invece affrontò gli altri apostoli e dovrebbe aver detto: "D'accordo, raccontate i miei errori fino a che esisterà il genere umano. Ma lasciatemi correggerli". Pietro imparò che l'Amore perdona. Giuda non imparò nulla.
Paulo Coelho
L'Amore perdona e "regala" un'altra possibilità: ma serve un cuore che sappia amare e sappia fidarsi.
Anche nei nostri ambienti familiari e oratoriani non sempre è facile perdonare, dare un'altra possibilità: ma il "poter ricominciare" è il grande messaggio della Pasqua.
Il Signore Gesù ci invita ad essere forti, ad avere fiducia anche nelle situazioni difficili e terribilmente compromesse delle relazioni, della salute, dei rancori e dell'odio.
La sua parola è dirompente: "non abbiate paura, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo".
Con questa certezza la nostra vita si deve trasformare non deve temere.
In ogni casa non c'è situazione che non sia accompagnata dalla presenza del Risorto;
nella malattia è presente non solo la croce ma anche il crocifisso... questa è la nostra forza e la vera speranza; ogni vita è accompagnata da una luce, che è la presenza di Dio e la sua promessa di rendere "piena e bella" la nostra esistenza.
Occorre costruire una Comunità cristiana che sappia testimoniare queste certezze e sia annunciatrice credibile di questo "Vangelo di speranza".
Mi piace far mie alcune considerazioni di don Tonino Bello, il quale sosteneva che il cristiano deve avere nel suo cuore il coraggio di portare e sostenere la propria croce.
La tua Croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre "collocazione provvisoria".
Il calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale.
Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della Croce.
"Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra".
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio.
Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane.
Solo allora è consentita la sosta sul Golgota.
Al di fuori di quell'orario c'è divieto assoluto di parcheggio.
Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci.
Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.
La mia, la tua, le nostre croci sono provvisorie.
L'augurio è di poter vivere questa Pasqua non da spettatori, ma da attori della propria vita, imparando la vera misura del nostro voler bene quotidiano, in ogni realtà della nostra esistenza, riscattata da Dio a caro prezzo.
Don Luigi

















